1. Introduzione e Quadro Normativo del DL 36/2025 (Legge 74/2025)
Il quadro normativo in materia di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis per i nati all'estero ha subito una radicale ristrutturazione a seguito dell'emanazione del Decreto-Legge 28 marzo 2025, n. 36 (noto come decreto Tajani), successivamente convertito con modifiche nella Legge 23 maggio 2025, n. 74.
Storicamente la disciplina fondamentale sulla cittadinanza in Italia è regolata dalla Legge 5 febbraio 1992, n. 91, la quale si fonda in via primaria sul principio dello iure sanguinis, ossia sulla trasmissione dello status civitatis per directa discendenza di sangue.
Il legislatore del 2025 non ha inteso abrogare questo pilastro dell'ordinamento giuridico italiano; tuttavia, l'intervento normativo ha introdotto un incisivo contemperamento di tale principio, condizionando l'acquisto della cittadinanza alla dimostrazione di un legame effettivo, attuale e documentabile con la comunità nazionale.
2. Il Limite generazionale: stop alla linea infinita
La novità di maggior portata sistematica introdotta dalla riforma risiede nell'estinzione del principio della cosiddetta 'discendenza illimitata', che consentiva il riconoscimento della cittadinanza anche a fronte di un avo emigrato nell'Ottocento, in assenza di qualsiasi vincolo culturale, linguistico o sociale con l'Italia.
L'articolo 1, comma 1 del DL 36/2025 stabilisce perentoriamente che i soggetti nati all'estero e in possesso di un'altra cittadinanza non acquistano più automaticamente la cittadinanza italiana per il solo fatto della filiazione. Tale preclusione normativa possiede una portata applicativa ad ampio raggio, estendendosi anche a coloro che sono nati all'estero antecedentemente all'entrata in vigore delle nuove disposizioni.
Per tutte le nuove istanze di riconoscimento, l'acquisto dello status civitatis viene ristretto ai discendenti entro il secondo grado di parentela in linea retta (genitori o nonni). Conseguentemente, la mera esibizione dell'albero genealogico che attesti la discendenza da un bisnonno, trisnonno o antenato più remoto nato in Italia non costituisce più, di per sé, un titolo idoneo per l'attribuzione automatica della cittadinanza.
3. Requisiti per i richiedenti all’estero
Affinché il discendente nato all'estero con doppia cittadinanza possa ottenere il riconoscimento sotto il nuovo regime, la legge richiede il ricorso ad almeno una delle seguenti condizioni tassative ed alternative:
Possesso della cittadinanza esclusiva: Uno dei genitori o dei nonni possedeva esclusivamente la cittadinanza italiana al momento della nascita del discendente.
Residenza legale continuativa del genitore: Il genitore o l'adottante cittadino italiano ha risieduto legalmente e continuativamente sul territorio della Repubblica Italiana per almeno 2 anni continuativi dopo l'acquisto o il riacquisto della cittadinanza e prima della nascita o dell'adozione del figlio.
4. Norme Transitorie e Clausole di Salvaguardia: La Data Spartiacque del 27 marzo 2025
A tutela del legittimo affidamento dei richiedenti e al fine di evitare la lesione di posizioni giuridiche già consolidate o formalmente incardinate, la Legge 74/2025 ha tipizzato una dettagliata disciplina transitoria. In base a tali clausole di salvaguardia, la normativa previgente — priva dei nuovi limiti generazionali e delle restrizioni di residenza — continua a trovare applicazione rigorosa nei seguenti casi specifici:
Procedimenti amministrativi già avviati: Qualora lo stato di cittadino sia già stato riconosciuto prima della riforma, oppure qualora l'interessato abbia ottenuto la formale comunicazione dell'appuntamento per la presentazione della domanda presso gli uffici consolari o le anagrafi comunali entro la data del 27 marzo 2025.
Procedimenti giurisdizionali incardinati: Qualora lo status di cittadino sia stato richiesto o accertato in sede giurisdizionale a seguito di un ricorso depositato presso la cancelleria del Tribunale civile competente entro il 27 marzo 2025.
Tutti i procedimenti avviati, le domande collegate ad appuntamenti fissati o i ricorsi notificati successivamente alla data spartiacque del 27 marzo 2025 rimangono integralmente assoggettati alla nuova e più severa disciplina della riforma.
4. Controversie Giudiziarie: Divieti Probatori e Inversione dell'Onere della Prova
L'articolo 1, comma 2, del provvedimento introduce sensibili modifiche di natura processuale destinate a regolamentare le controversie giudiziarie per l'accertamento della cittadinanza italiana. In sede giudiziale, la norma pone un divieto espresso di ricorso al giuramento e alla prova testimoniale come mezzi probatori, salvo i rari casi tassativamente contemplati dalla legge. L'accertamento del diritto deve pertanto basarsi in modo esclusivo su riscontri documentali certi, ufficiali e muniti delle prescritte formalità internazionali (Apostille e traduzioni giurate).
A ciò si aggiunge una chiara statuizione in materia di riparto dell'onere probatorio: l'onere di provare l'insussistenza di cause di mancato acquisto o di perdita della cittadinanza (come l'avvenuta naturalizzazione straniera dell'antenato o la rinuncia volontaria) grava interamente sul soggetto che richiede l'accertamento giudiziale della cittadinanza. La fase di verifica documentale è divenuta il fulcro centrale della procedura, dal momento che errori, omissioni o minime incongruenze anagrafiche (nei nomi, nelle date o nei luoghi di nascita e matrimonio) possono determinare l'immediata inammissibilità dell'istanza, anche ai sensi del neo-introdotto art. 3-bis della Legge n. 91/1992.
5. Conclusioni
La Riforma della Cittadinanza del 2025 rappresenta un mutamento d'indirizzo epocale nel diritto della nazionalità italiana. Pur preservando lo iure sanguinis, lo Stato ha tracciato una linea di demarcazione netta tra la discendenza puramente formale e l'effettiva appartenenza alla comunità statale. Se da un lato la via amministrativa ordinaria si fa più selettiva e ristretta entro il secondo grado di parentela, dall'altro la via giurisdizionale rimane un presidio fondamentale per la tutela dei diritti, pur richiedendo una rigorosa preparazione documentale ed un'attenta analisi strategica preventiva.
Data la complessità del nuovo quadro normativo e la rigidità dei requisiti introdotti dalla Riforma del 2025, è fondamentale affidarsi a professionisti ed esperti legali del settore per evitare il rischio di inammissibilità o rigetto della domanda.
Lo studio è a disposizione per valutare preventivamente ogni specifico caso e guidare i richiedenti nella scelta della strategia più efficace.